1/2 Dicembre 2018 a TORINO: Corso Base e Stage di Educazione alla Cinofilia Naturale!!
Sabato 1 e Domenica 2 Dicembre 2018   Corso Base e 6° STAGE di 2 giorni di Educazione alla CINOFILIA NATURALE Organizzato presso il Golf Club - Royal Park "I Roveri" Rotta Cerbiatta 24 - Fiano (TO) dall’ Istituto di Cinofilia Naturale FICG con la possibilità d... CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO ยป
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CULTURA CINOFILA

Giocare con il cane

E’ convinzione di molti che gli animali giochino come noi per passare il tempo libero ma, se riflettiamo un attimo, nessun animale che vive in Natura può permettersi il lusso di sprecare tempo ed energie per un’attività che non abbia una stretta relazione con i suoi istinti primari di sopravvivenza e riproduzione. Se poi vogliamo ancora trovare analogie con la nostra vita è facile immaginare che nemmeno noi perdiamo tempo a divertirci quando ci troviamo in serie difficoltà col lavoro o abbiamo altri problemi importanti da risolvere­. In pratica, noi giochiamo solo quando proviamo la sensazione che il nostro futuro sia assicurato, cosa che gli animali che vivono in cattività o allo stato brado, non riescono a percepire per i loro limiti intellettivi.
 
In verità, il gioco fra cani (o altri animali predatori da branco) non è altro che un sistema per conoscersi meglio visto che, indipendentemente dal sesso a cui appartengono, si considerano sempre e innanzitutto dei concorrenti alla sopravvivenza. Quando due cani si rincorrono, fanno la lotta, si mordono senza affondare e altro ancora, non è mai per il loro divertimento, bensì per prepararsi all’eventualità di uno scontro vero per il cibo o per la riproduzione. Se li osservate attentamente in questa fase, noterete che spesso il gioco viene interrotto bruscamente dal soggetto dominante che decreta la fine di tutto con una solenne ringhiata. Se poi il compagno non accetta questa forma di dominanza, il più divertente dei giochi può trasformarsi nella più sanguinosa delle risse in pochi istanti. Tutto questo a dimostrazione che non si trattava di semplice divertimento.
 
Immaginare quindi che il cane possa provare interesse nel giocare con il suo padrone è pura fantasia, anche se è quello che viene sostenuto da molti professionisti moderni che su questo animale hanno fondato la loro carriera. Il cane va a prendere la palla che gli tiriamo perché vede nella stessa una specie di preda di cui vuole impossessarsi. Se ce la riporta è solo perché non potendone ricavare un vantaggio immediato, nutre la speranza di ottenere da noi un premio in cibo. Non importa se sia ormai molto tempo che noi non lo ricompensiamo e lui venga comunque per farsela nuovamente lanciare, alla base di tutto esiste un'evidente frustrazione caratteriale dovuta alla sua insicurezza, spesso causa di un’esasperata selezione della razza o di varie forme di addestramento che ha subito in passato. Rincorrere un oggetto che si muove è normale solo se il cane lo fa la prima volta e quando non ha ancora capito che non si tratta di una preda utile alla sua alimentazione. Quando invece continua a farlo nel tempo, manifesta un disturbo caratteriale che un buon proprietario dovrebbe evitare di incrementare. Provate a lanciare un oggetto a un cane equilibrato e molto sicuro di sé (tipo un cane da pecore), noterete subito il suo comportamento: qualora dovesse alzarsi dalla sua postazione (cosa poco probabile), lo farebbe solo per andare ad annusare ciò che non conosce, se poi decidesse di prenderlo, scordatevi che lo porti ai vostri piedi, anzi, se lo terrà per sè e ringhierà a chiunque volesse impossessarsene (un sistema come un altro per esercitare la sua dominanza).
 
La stessa cosa vale per qualsiasi altro gioco che si voglia intraprendere con il proprio cane: per lui non è mai un divertimento come ci fa piacere pensare, bensì una sorta di competizione che innesca per conoscerci meglio o per ottenere la nostra approvazione visto che rappresentiamo i suoi datori di cibo.
Peggio ancora, il cane che si dimostra sempre disponibile a giocare con tutti manifesta un’evidente fragilità caratteriale che lo spinge a instaurare continuamente nuovi rapporti sociali con soggetti sconosciuti: la sua paura di non poter sopravvivere autonomamente con la conseguente necessità di cercare appoggio, gli fa superare qualsiasi barriera di diffidenza animale, ugualmente indispensabile alla sua sopravvivenza.
 
Giocare con il proprio cane non è mai una buona cosa da fare, in Natura nessun capobranco si relaziona in questo modo con gli altri componenti. Il “gioco” è un’attività praticata solo fra parigrado del branco.
Se si tratta di un cane con forte carattere, potrebbe essere proprio il gioco col suo padrone, la principale causa di future aggressioni a danno dello stesso e questo avverrà non appena l’animale raggiungerà la maturità. Se invece il cane è privo di ogni istinto primario e vive in un profondo stato di dipendenza dal padrone, il gioco non servirà ad altro che ad aggravare il suo disagio.
 
I cani sono animali da branco che hanno la costante necessità di relazionarsi coi loro simili e un proprietario che sostenga di amarli deve sempre fare di tutto affinché questo avvenga, senza mai pensare di potersi sostituire a uno di loro.
 
I cani sono animali, ...noi siamo esseri umani!


 

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